SI ESPANDE IL CASINO’ DI VENEZIA
Il Casinò di Venezia non si ferma al record d’incassi, al boom delle presenze nelle sue due sedi, vuole anche espandersi in tutta Italia. Dopo aver inaugurato, lo scorso mese, due "sale di gioco" a Gallio, sull’altopiano di Asiago e a Lignano Sabbiadoro, ha praticamente concluso anche per l’apertura di altri due minicasinò ad Abano Terme e a Gorgo al Monticano, nel trevigiano, mentre ha avviato trattative con almeno altre dieci località di grande richiamo, anche fuori dal nordest. Avvalendosi di alcune licenze acquistate nel 2006 quando l’allora ministro Bersani emanò una legge che permetteva l’apertura di sale di gioco a patto che non ospitassero i cosiddetti tavoli verdi, il Casinò di Venezia chiese, ottenne e pagò alcune licenze nella prospettiva di farne delle piccole succursali con slot machine e tavoli del Texas Poker Hold’em. Dopo Gallio, Lignano, Abano e Gorgo al Monticano dove le "sale di gioco" sono ospitate in prestigiosi hotel, i vertici della casa da gioco veneziana puntano ora su San Pellegrino Terme, Taormina, Gardone Riviera, Trieste, Udine, Grado, Caorle, fors’anche Viareggio, località che amerebbero diventare delle piccole succursali del Casinò veneziano.
"Il tutto rientra nel piano di ampliamento di visibilità del nostro Casinò", dice Mauro Pizzigati, presidente della struttura lagunare, " che è il primo in Europa e che vogliamo far diventare il primo al mondo. L’apertura delle piccole sedi a nostro logo rientra in un programma retail che abbiamo deciso di intraprendere per avere più visibilità e per combattere la concorrenza slovena. Ma i nostri sguardi sono rivolti anche all’estero. Ci piacerebbe aprire una nostra sede a San Pietroburgo e poi espanderci in aree più lontane. Nel frattempo abbiamo ampliato la sede di Cà Noghera, un ampliamento che ha reso soddisfatti tutti i nostri clienti". (9Colonne)

























